se avessi un tavolo…

Il primo compito come Blogger CF Style è stato davvero faticosissimo: testare delle sedute… comodissime!

-xx IMG_1853- Quando siamo arrivate, la sala dove si è svolta la giornata di premiazione del concorso Blogger CF Style, era punteggiata qua e là di bizzarre sedute dal design quasi futuristico… Hanno sin da subito attratto la mia curiosità, ma ho dovuto desistere, perché in men che non si dica le sedute erano tutte occupate e il corso di Enrica Crivello cominciato, e a me non restava che normo-accartocciarmi in una normo-scomoda normo-sedia pieghevole… Quando, dopo la pausa pranzo, il Signor Mandrini, Amministratore Delegato della Varier, ci ha presentato e spiegato le sedute della curiosità, io e le mie vertebre, già normo-affaticate, ci siamo sentite immediatamente calamitate. Ma non è stato facile aggiudicarsi una sedia, circondate com’erano da uno stuolo di bloggers che manco agli accrediti per la Milano Fashion week! È stato divertente osservare le mie colleghe (oddio, che emozione poterle chiamare così!) con lo sguardo più concentrato che avevano, tutte intente a non lasciarsi sfuggire neanche un dettaglio della loro seduta, a valutare come si distendeva la schiena, come si rilassava il collo, come si allungavano le gambe… Vere Bloggers CF Style at work! Con il povero Signor Mandrini che si divideva paziente fra una blogger cicalante e l’altra per regolare la lunghezza della seduta a una, dare i consigli per il mal di schiena a un’altra… Mentre ognuna snocciolava i propri mali, come dal dottore. Il povero Signor Mandrini sarà tornato a casa con le orecchie gonfie!

 

Ora, che sia chiaro: non sono una intenditrice di sedute da lavoro e devo anche aggiungere che il tempo di prova non è stato secondo me sufficiente, per valutare appieno i benefici che una seduta del genere può significativamente apportare alla struttura fisica di una persona che ci deve lavorare tante ore.

-xxIMG_1885Tuttavia sono rimasta indubbiamente e sinceramente colpita da diversi aspetti delle sedute Varier:

  • il design: davvero originale e curato. Finalmente qualcosa di diverso per le sedie da lavoro!
  • il concetto di seduta attiva: perché il movimento è salute, anche da seduti!
  • la sedia giusta per il lavoro giusto: perché i lavori non sono tutti uguali e neanche le sedie lo devono essere.
  • la quantità di dettagli pensati per il comfort: perché anche i dettagli più impensati possono fare la differenza.

Ad esempio, della seduta che ho potuto valutare, la Håg Capisco, ho davvero apprezzato:

  • la seduta a sella: e la mia sciatica ringrazia!
  • la regolazione di seduta e schienale in base alle misure del tuo corpo: più “su misura” di così!
  • la regolazione dell’altezza: fino ad altezze impensabili per una “seduta”. Per stare praticamente in piedi senza gravare sulla schiena
  • la possibilità di sedersi “a cavalcioni“: la mia posizione preferita. Con l’addome appoggiato allo schienale, perfino il mio consueto profilo da Gobbo di Notre Dame si era raddrizzato!
  • i poggia-gomiti: senza avere l’ingombro dei braccioli, i “gomitòli” (da me neobattezzati) a livello dello schienale, ti permettono davvero di rilassare la schiena
  • la pedana poggiapiedi e l’anello opzionali: creano altri livelli di appoggio… in movimento!

Riassumendo: se avessi un tavolo da lavoro e soprattutto un lavoro che presupponesse un tavolo (o se posso sognare in grande, spazio sufficiente a presupporre un tavolo da lavoro e un lavoro da tavolo) mi piacerebbe che la sedia fosse una Varier.

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