un viaggetto nei sensi * milano design week

Vi chiedo scusa per la mia assenza dal blog la scorsa settimana, ma ero a fare… un viaggetto nei sensi! Direi che il titolo dell’esposizione curata dal designer Philippe Nigro e dal Food Designer Hajime Yoneda per la Lexus – A Journey of the Senses – ben riassume i miei due giorni alla Milan Design Week 2015. Ora, escludo che Nigro e Yoneda intendessero anche i sensi persi ai piedi e alle caviglie dopo tanti chilometri di design-vagabondare, ma se devo riassumere la mia due giorni al Fuorisalone, beh, allora io non posso proprio non conteggiarli! E dire che non ho neppure visto tutto quello che avrei voluto vedere! La mia due giorni effettivamente è venuta organizzata un po’ alla carlona… ma non mi lamento visto che fino all’ultimo sembrava potesse saltare! Perciò vi parlerò di quel poco (molto) che ho visto, anzi, di quello che ho visto, toccato, annusato, sentito, assaggiato… Sì, perché la cosa che non può non saltare agli occhi – bocca, naso, mani, orecchie – è lo sforzo che sempre più, di anno in anno, le aziende fanno per cercare di coinvolgere tutti i nostri sensi: nei mega allestimenti sempre più tecnologici nel loro tentativo di riaccendere quanto di meno tecnologico abbiamo, così come negli oggetti e negli arredi più sensoriali di tutti, quelli materici. Gli oggetti e gli arredi materici sono quelli che ostentano orgogliosamente il materiale di cui sono fatti, in tutta la sua amabile rozzezza e naturalità, quelli che al solo sguardo ti sembra di sentirne la trama sotto le dita. Questa non è certamente una tendenza nuova, né la sola, ma il MATERICO la fa senz’altro da padrona. Ed ecco fra le tendenze materiche 2015, vecchie conferme e qualche new entry:

 legno: Sotto forma di asse, listello, tronco, ramo con o senza corteccia, il legno, coniugato in tutte le sue essenze è la materia che forse più di tutte ci ispira un senso di calore e naturalezza. Qui ottimamente rappresentato dalla console di Enrico Marone Cinzano realizzata in legno riciclato ed esposta presso lo spazio di Rossana Orlandi. La mia foto non è certo delle migliori, ma non vi sembra di avvertire la rugosità delle venature sotto il palmo delle mani?
 metallo:  Se persino l’elfo del legno in tutte le sue forme e declinazioni Piet Hein Eek, ha realizzato in metallo una nuova linea di luci (“Hand Folded Lamp”), state pur certi che il metallo va di brutto, anzi, di bruttissimo! Le sue luci sono in acciaio, ottone e, ovviamente, rame – il metallo più inflazionato di tutti in questi tempi! Lui in persona e le sue creazioni erano anch’essi in esposizione presso Rossana Orlandi.
marmo: Dopo averlo potuto apprezzare già lo scorso anno nei mobili più pensati ed impensati, quest’anno l’ho mirato e rimirato anche nei soprammobili più impensati! Da Spazio Pontaccio anche il barattolo più banale diventa speciale con l’impiego del marmo. Il marmo riesce a rendere tutto così elegante e puro, solido ed etereo… Non sentite la sua fredda liscezza sotto i polpastrelli?
cemento: Nel 2014 abbiamo assistito alla fuoriuscita del cemento dall’edilizia per entrare a pieno diritto nel mondo del design. Seletti ha addirittura prodotto una linea di borse, scarpe e cappelli di… cemento (“Concrete” di Marcantonio Raimondi Malerba). Ed è solo una delle tante ditte che hanno esplorato le potenzialità “plastiche” del cemento. La foto che ho deciso di selezionare per il Fuorisalone 2015 è quella di “Wander Lamp”, la luce portatile della designer emergente Katharina Eisenkoeck, esposta alla mostra Austrian Design Pioneers. Quando cemento, rame e cuoio si incontrano. Perché l’unica cosa migliore della materia è l’incontro di più materie.
sughero: Il fantastico Temporary Shop di Ikea (in via Vigevano 18 dal 10 aprile al 30 settembre) con degli allestimenti strepitosi [fra i quali quello della mia amatissima Paola Navone] è stato l’occasione per esporre in anteprima la collezione “Sinnerlig”, disponibile in tutti i punti vendita da agosto. La linearissima collezione della designer Ilse Crawford vede protagonista proprio il sughero, bellissimo anche nelle sfumature più scure. Ho qualche perplessità sulla durevolezza dei mobili… ma sulla loro bellezza non ne ho affatto!
vetro:  In occasione di questo Fuorisalone ho visto diversi complementi d’arredo in vetro, e soprattutto diversi lampadari: uno più bello dell’altro. Ma questi della “Glass Droplets” di Studio Kalff, superano tutti. Perché esaltano la bellezza del vetro ma anche la bellezza del riciclo. Ognuno di questi pezzi è infatti un pezzo unico, realizzato a partire da vecchia cristalleria da tavolo. Ancora una volta il riciclo che diventa arte.
ceramica:  Non proprio nella sua forma più rustica e tattile, tuttavia la ceramica era onnipresente al Fuorisalone, e quindi non potevo non citarla. Sotto forma di piastrelle (con fantasie che richiamano le vecchie cementine) o di piatti (appesi un po’ ovunque) sono in linea di continuità con le tendenze 2014. Qui rappresentate da uno dei grandi tubi caleidoscopici allestiti da Turkish Ceramics. Ma non posso non citare anche le StoryTiles di Marga Van Oers, già colpo di fulmine Fuorisalone 2014: poesia fatta piastrella.
tessuto:  Che festa dei tessuti al Fuorisalone quest’anno! Quante trame, fantasie e colori! Una vera gioia per gli occhi… e per le mani! E una delle feste più festose di tutte è stata allestita nelle bellissime vetrine dello show room di Colefax and Fowler, in via Palermo 8. Ho ancora gli occhi a forma di cuore a ripensarci!
cartone:  Sicuramente è una tendenza che va scemando, ma ancora si possono ammirare allestimenti e complementi d’arredo spettacolari, come “Murmuration” dello studio Graypants che mira a riprodurre il magico movimento dei grandi stormi di storni.
carta da parati:  Cosa ci fa la carta da parati qui? Non è mica un materiale – direte giustamente voi… Ed effettivamente non lo è, ma evidentemente, ora che è stata finalmente riscoperta e rivalutata, non poteva restare fuori dalla tendenza materica. Perciò via libera alle carte da parati tattili! E se carta e cartone sono migrati già da tempo su mobili e oggettistica, la carta da parati ingloba nuovi materiali per diventare tattile e tridimensionale. Qui un dettaglio della collezione di rivestimenti murali “Chance” di Élitis.

E dove non c’è la ruvidità della materia a ricordarci la naturalità dell’oggetto, ci pensa la natura stessa… Ricorderò questo Fuorisalone come uno dei più erbacei di sempre: c’era un terrario di piante quasi dentro ogni mobile! Qui alla sempre fantasmagorica esposizione Moooi:

mooi dettaglio

 

Se vuoi vedere altre foto del mio tour [e dare un senso alla fatica che ho fatto editandole tutte!] clicca qui!

 

Come vi avevo anticipato il mio tour è stato ahimè parziale, ma se vi ho incuriosito e volete vedere anche altri tour e altri punti di vista, leggete i resoconti delle mie amiche e colleghe cieffine! Alcune hanno già pubblicato foto e resoconti, altre lo faranno presto, perciò… stay tuned!

Le altre blogger CF Style che hanno seguito Salone del Mobile e Fuorisalone sono:
Alessandra B.: Gucki
Alessandra N.: Parola d’Ordine
Camilla: La Tazzina Blu
Fiorella: The Orange Deer
Gaia: Patasgnaffi
Isabella: Isabo Design 
Lucrezia: C’era una vodka

Paola: We Make a Pair

Serena: Cappello a Bombetta 
Simona: Il Pampano Kids Design
Valentina D.: A day with V
Valentina R.: Appunti di Casa

2 pensieri su “un viaggetto nei sensi * milano design week

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