l’oasi delle piante (o almeno ci provo)

Ormai lo sapete, tra i miei pollicioni super black e i due felinacci che rosicchiano tutto quello che – almeno all’apparenza – è verde e vivo, di piante in casa ne sopravvivono ben poche. Eppure ci ho voluto riprovare. È così quando l’altro giorno mi sono ritrovata una cassetta della frutta, ho deciso di farne una piccola oasi in mezzo al deserto. Ho smesso di chiedermi quanto sarebbe durata e ho pensato a come realizzarla. L’idea era quella di raggruppare contenitori diversi fra loro. Dopo averli visti su Pinterest, mi sarebbe piaciuto realizzare dei vasi a partire da animali di plastica. Ma cosa scopro? Che le statuine ora sono solo di plastica morbida e imbottita… Mannaggia ai giochi super-sicuri! Come farà un bimbo di oggi a farsi almeno un pochino male?!

Rinunciato definitivamente alle statuine, non so bene come, finisco con il metterci un ventaglio di legno a fiori. E il progetto, da oasi degli animali, prende una piega decisamente gitana! E allora via libera alla passamaneria!

Voi però potete seguire l’ispirazione che preferite!

Occorrente: 

  • cassetta di legno
  • piccoli contenitori
  • piantine
  • terriccio
  • feltrini
  • passamaneria
  • forbici
  • colla a caldo
  • ventaglio decorato
  • altre decorazioni

Procedimento:

1. Ho scelto contenitori diversi sia per misura che per forma e materiale. Ho poi pensato quale pianta abbinare a ciascuno.
2. Ho applicato dei feltrini sotto la cassetta per evitare che eventuali segni sul mobile. L’idea iniziale era quella di mettere delle ruote, ma quelle più carine che ho trovato erano troppo grandi e sproporzionate rispetto alla cassetta.
3. Con un filo di colla a caldo (mentre scattavo la foto mi è uscito ben più di un filo!) ho attaccato la passamaneria sul bordo del frontale della cassetta.
4. Ho tagliato la passamaneria debordante e con l’aiuto della pistola a caldo ho messo un velo sottilissimo di colla sul bordo inferiore e laterale della passamaneria stessa, in modo che non sfilacciasse.
5. Con l’aiuto di una spatolina ho allargato una fessura a metà circa della base del ventaglio e poi l’ho spinto giù, a cavallo dello spessore dell’asse posteriore della cassetta (più complicato a spiegarsi che a farsi!)
6. Ho riempito i contenitori ed interrato le piantine (prevalentemente grasse nella speranza che siano più resistenti!)
7. Ho infine disposto le piantine nella cassetta.

Ormai presa dal “mood bohemien” ho inserito nella cassetta anche alcuni vecchi birilli egiziani dipinti a mano. Un altro elemento un po’ gitano, ma anche un ricordo d’infanzia.

Ma la domanda ora sorge inevitabile: quanto dureranno le piantine tra le amorevoli cure mie e quelle delle due creature onnivore?

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